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Buste e Sacchetti a Pagamento dal 01.01.2018

Dal 1°gennaio i sacchetti per imbustare i prodotti (frutta e verdura ma anche farmaci e altri prodotti) negli esercizi commerciali saranno a pagamento. I sacchetti di plastica leggeri e ultraleggeri – utilizzati anche per carne, pesce, prodotti di gastronomia e panetteria – saranno, infatti, sostituiti dagli stopper biodegradabili e comportabili a pagamento (con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile non inferiore al 40 per cento). L’articolo 9-bis della legge di conversione 123/2017 – il cosiddetto decreto Mezzogiorno approvato lo scorso agosto – prevede infatti che non possano essere distribuite a titolo gratuito. E – recita la norma – “il prezzo di vendita per singola unità deve risultare dallo scontrino o fattura d’acquisto delle merci o dei prodotti trasportati per il loro tramite”. La norma non riguarda solo la grande distribuzione ma anche i piccoli negozi. Di fatto, inoltre, i consumatori non potranno aggirare il nuovo obbligo di pagare le bustine trasparenti dei supermercati, perché per ragioni igieniche sarà vietato portare da casa i sacchetti da utilizzare all’interno del supermercato per imbustare frutta, verdura, ma anche pane ed altri alimenti sfusi. In una nota di chiarimento inviata alla GDO il ministero dell’Ambiente ha infatti chiarito che l’obbligo i pagare i sacchetti sarà accompagnato dal divieto di riutilizzo delle buste biodegradabili per ragioni igieniche. Un divieto che sembra un po’ in contrasto con la finalità del contenimento dell’uso di sacchetti in plastica. Pesanti le sanzioni per chi non rispetta la normativa: per chi viola le nuove regole è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500 a 25.000 Euro. Sanzione che è aumentata a 100.000 Euro se la violazione del divieto riguarda ingenti quantitativi di borse di plastica o un valore di queste ultime superiore al 10 per cento del fatturato del trasgressore.
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Bancomat obbligatorio per professionisti, commercianti e artigiani dal 30 settembre 2017

Il decreto annunciato da Casero metterà in pratica quanto previsto prima dal decreto crescita 2.0 del 2012 e poi dalla Legge di Stabilità 2016, con la quale era stato introdotto l’obbligo per professionisti e commercianti di dotarsi di POS e accettare pagamenti con bancomat o carta di credito per importi superiori ai 5 euro. Il decreto attuativo verrà predisposto da MEF e MISE e firmato entro il mese di settembre, questo quanto anticipato da Casero, e prevede sanzioni pari a 30 euro per chi accetterà soltanto pagamenti in contanti, con l’esenzione dalla nuova norma per alcune categorie di professionisti e con l’introduzione di sgravi fiscali per i contribuenti. Pagamenti elettronici, il Governo accelera Il bancomat obbligatorio sarà soltanto il primo intervento che il Governo metterà a punto con l’obiettivo di premere sulla diffusione in Italia deipagamenti elettronici. Come affermato da Casero, la sanzione per professionisti, commercianti e artigiani sarà soltanto uno dei tasselli del decreto da proporre entro settembre: “Vogliamo inserire questa norma all’interno di un quadro più ampio per spingere tutto il sistema a un deciso spostamento verso i pagamenti elettronici in Italia”. Allo studio del Ministero dell’Economia anche agevolazioni fiscali per i contribuenti che decidono di pagare con bancomat o carta.
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Arriva la rivoluzione telematica

Legge di stabilità 2017 pubblicata in Gazzetta Ufficiale

“ 540. A decorrere dal 1º gennaio 2018 i contribuenti, persone fisiche residenti nel territorio dello Stato che effettuano acquisti di beni o servizi, fuori dell'esercizio di attività d'impresa, arte o professione, presso esercenti che hanno optato per la trasmissione telematica dei corrispettivi ai sensi dell'articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127, possono partecipare all'estrazione a sorte di premi attribuiti nel quadro di una lotteria nazionale. Per partecipare all'estrazione è necessario che i contribuenti, al momento dell'acquisto, comunichino il proprio codice fiscale all'esercente e che quest'ultimo trasmetta all'Agenzia delle entrate i dati della singola cessione o prestazione secondo le modalità di cui ai commi 3 e 4 dell'articolo 2 del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127.”
Scontrino telematico 02